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28 novembre 2014

Facebook’s insight: passato, presente e futuro del social network

Era l’8 maggio del 2012 quando Mark Zuckerberg veniva duramente criticato da Michael Patcher per la felpa grigia indossata davanti agli investitori. La settimana successiva veniva lanciata una delle IPO più importanti della storia: Facebook Inc. si quotava a Wall Street.

L’andamento iniziale fu tutt’altro che positivo: partite da 38$, le azioni, raggiunsero in fretta il picco dei 40, per poi crollare quattro mesi più tardi a 18. Le previsioni dell’analista sembravano effettivamente azzeccate: l’alta finanza non era ancora pronta per un CEO così alternativo da permettersi di non indossare il classico abito con la cravatta. Eppure Zuckerberg non era proprio uno che lasciava l’apparenza al caso. La sua sembrava piuttosto una scelta strategica, purtroppo, mal ripagata.

A generare la diffidenza degli investitori e degli azionisti non era però l’abito di Zuckerberg, ma piuttosto la difficoltà del social network di produrre ricavi (e quindi utili). Il valore potenziale rappresentato dal possesso dei dati degli utenti era certamente altissimo, ma agli analisti sfuggiva quale sarebbe stato il loro impiego. A un anno di distanza il prezzo delle azioni si stabilizzò a 30$, la liquidità era aumentata di 10 miliardi di dollari, ma il colosso era ancora classificato da Bloomberg come una delle società peggiori per rendimento.

Tuttavia qualcosa nell’azienda si era trasformato: se fino al 2012 il principale obiettivo di Zuckerberg era stato quello di incrementare il più possibile il numero degli utenti, dopo l’IPO la priorità divennero gli utili.

Prima del 2012 la maggior parte dei ricavi derivava dagli advertisment posizionati nella colonna di destra e dalla fee del 15% sulle app sviluppate per la piattaforma (come Farmwille). Pochi mesi prima della quotazione al Nasdaq, una piccola svolta: gli ads venivano inseriti nella timeline principale, in modo da raggiungere gli utenti anche su mobile.

Il bilancio presentato nel secondo trimestre 2014 riportava ricavi in crescita del 67%, con il mobile arrivato a pesare ormai il 62% del totale.

Nell’ultimo anno il valore del titolo si è impennato fino agli attuali 77 dollari, garantendo a chi ha acquistato le azioni nel 2012 un guadagno vicino al 100%.

 

Andamento titolo Facebook INC da MilanoFinanza.it

Andamento titolo Facebook INC da MilanoFinanza.it

 

Si stima che entro la fine del 2014 Facebook controllerà il 20% dell’industria pubblicitaria mobile global, traendo vantaggio in particolare dal rallentamento di Google (in discesa dal 50% di 2 anni fa al 45% attuale).

Il business dell’advertising tradizionale sembra essere consolidato, anche se nel digital tutto scorre a una velocità tale per cui non si può pensare di chiamare davvero un business “tradizionale”. Ciò che oggi ci sembra nuovo, nell’era della quarta rivoluzione industriale diventa obsoleto con una rapidità inimmaginabile. Per questo il CEO ventinovenne di Facebook parlava ad aprile 2014 di inserzioni pubblicitarie sui video che ora si avviano in automatico sulla nostra timeline.

È stato proprio l’auto-play a far decollare il numero delle visualizzazioni dei video: a ottobre la rate era oltre il miliardo al giorno, così da sorpassare addirittura YouTube. Un duro colpo per la piattaforma di video-sharing che tuttavia può ancora vantare il primato di visitatori unici (160 milioni di utenti contro i 108 di Facebook).

I video sono quindi diventati parte integrate della user experience del social network e proprio per questo potrebbero portare una porzione di utili. Il primo passo verso questa direzione è stato quello di inserire il view count per ogni video; al pre-roll ora manca veramente poco.

Se cresce il numero delle visualizzazioni, resta però incerta la strategia di valorizzazione del prodotto da un punto di vista economico: con i numeri attuali, nell’ipotesi che Facebook riuscisse a posizionare pre-roll sul 20% dei video a un prezzo medio di 5$ per 1000 views, i ricavi incrementali ammonterebbero a 365 milioni, che, con un margine operativo lordo al 60%, si tradurrebbero in 225 milioni, nemmeno il 6% rispetto all’EBITDA 2013.

Se consideriamo però che il trend delle visualizzazioni è in crescita e che Facebook garantisce un ritorno dell’investimento per gli advertiser storicamente superiore a YouTube, è possibile anche ipotizzare un pricing più alto per i pre-roll e di conseguenza un’incidenza decisamente maggiore sui ricavi.

Youtube nel frattempo non si perde d’animo: la giovane CEO della società in un’intervista a code/mobile dello scorso 27 ottobre, illustrava le nuove opzioni per aumentare i ricavi. L’idea del modello freemium, sembra essere la strada principale: gli utenti possono sottoscrivere un abbonamento e guardare video senza inserti pubblicitari.

Insomma, se Facebook sembra andare verso Youtube, Youtube sembra invece indirizzato verso Netflix. Una cosa è certa: nella new economy non v’è pace.

 

 

 

28 ottobre 2014

Abbiamo provato Ello per voi

All’inizio del 2014 uno studio di Priceton tuonava che Facebook avrebbe perso l’80% dei suoi utenti entro il 2017. L’affermazione pareva così assurda da sembrare formulata da un digital strategist dell’Umbrella corporation e visto il modello epidemiologico utilizzato, era pure verosimile pensarlo.

É successo però che qualcuno ci ha creduto davvero e in un batter d’occhio ha messo in piedi un nuovo social chiamato Ello.

La strategia di marketing sembra una lotta di classe contro l’establishment di Facebook: "You are not a product” recita il manifesto che trovate qui. Il valore del social “antagonista” di Facebook, così come è stato definito dai media, è chiaro: i tuoi dati non verranno venduti agli inserzionisti.

In un’intervista a Vice, Budnitz - cofondatore di Ello - afferma che Facebook e Tumblr non sono reti sociali ma semplici piattaforme pubblicitarie; la loro missione è quella di vendere annunci targetizzati e non di rendere felici gli utenti. Al contrario di Ello. E così noi ci ritroviamo a scrivere un articolo che s’intitola “Abbiamo provato Ello” e a mettere sulle nostre facce un emoticon sorridente che tanto ci ricorda quel simbolo delle party drugs; ci sentiamo già tremendamente felici.

L’interfaccia ci colpisce subito: minimal, essenziale, pulita. Tuttavia è così asciutta che il coinvolgimento emotivo sembra ridotto ai minimi termini.

Le funzionalità – tenendo sempre conto che è ancora una versione beta – sono molto diverse da quelle di Facebook e degli altri social, ovviamente con pro e contro.

Ci piace:

  • > poter inserire degli hyperlink nelle parole del testo del post
  • > fare un semplice copia e incolla per inserire un’immagine all’interno di un post
  • > formattare un post come meglio crediamo, inserendo il testo prima oppure dopo l’immagine, evidenziando le parole o mettendo del grassetto
  • > dividere lo stream di notizie in Friends e Noise

Non ci piace:

  • > sentirci limitati nel condividere i post degli altri utenti: lo share di un post è possibile solo copiando l’URL del contenuto nel testo del proprio post
  • > poter interagire con un post solo commentandolo (anche se nelle feature future aggiungono una sorta di like)
  • > il fatto che la sezione Discover, a dispetto del titolo, non permetta la ricerca di contenuti ma solo di utenti
  • > il termine Noise… ha decisamente poco appeal

In generale abbiamo la sensazione che l’usabilità sia subordinata al design.

Ed è proprio all’interno di una piattaforma tanto attenta all’estetica che colpisce la mancanza di una coerenza grafica: i bottoni, i colori, i grassetti sono usati senza una logica. 

Insomma, valutati i pro e i contro, dell’anti-Facebook ha davvero poco: è sicuramente più vicino a Tumblr o Twitter. Su Ello la funzionalità non è sacrificata all’estetica, ma consacrata ad essa: ci sembra quasi una sorta di Spotify del design, ben lontano dalle logiche di massa di Facebook.

L’equivoco nasce proprio da Budnitz e soci: sono stati loro a porsi per primi come un anti-Facebook, facendo sì che il confronto diventasse inevitabile.

I fondatori, proprio in questi giorni, hanno anche vincolato legalmente la strategia allo statuto societario: Ello ora è una “public benefit corporation” e quindi per legge non potrà vendere spazi pubblicitari o dati degli utenti.

Tuttavia l’idealismo dei fondatori non è bastato a fermare gli investitori: al momento sono 5,5 i milioni di dollari raccolti dai fondi d’investimento Foundry Group, Bullet Time Ventures e FreshTracks Capital - oltre ai 450mila ricevuti inizialmente.

6 ottobre 2014

iBeacon: proximity marketing e guide multimediali

Quando il mondo museale europeo era ancora intento a stampare QR code o a installare tag NFC presso ogni opera, qui in GRAFFITI si stava concludendo uno dei primi ordini al mondo su Estimote, azienda produttrice di Beacons. I primi rumors su iOS7 infatti, lasciavano intravedere quali potessero essere le novità del geoposizionamento indoor.

Con il suo penultimo rilascio, Apple annunciava infatti che il nuovo sistema operativo per iPhone e iPad avrebbe supportato questa tecnologia basata sul BLE (bluetooh low energy), in grado di determinare la prossimità di un device iOS ad un beacon.

Il funzionamento quindi è semplice: basta posizionare un beacon presso un punto di interesse, e quando la persona entra nel raggio d’azione, il device iOS riconosce la vicinanza al beacon.

Gli scenari di utilizzo che si aprono, ovviamente, sono moltissimi.

Il primo che abbiamo esplorato è proprio quello di un museo. In collaborazione con Dimension e grazie a un finanziamento di Trento Rise, abbiamo sviluppato EXplora Muse, una guida multimediale interattiva.

Con due modalità di esplorazione, una libera e una guidata, mette il visitatore al centro del museo e permette di presentare il contenuto giusto al momento giusto.

Questo “right content at the right moment” è il lief motif di tutto ciò che riguarda i beacon.

Il proximity marketing sfrutta proprio questo principio: installando i beacon presso ogni punto di interesse all’interno di negozi, showroom, fiere o hotel è possibile offrire al potenziale consumatore informazioni aggiuntive e promozioni relative all’articolo che sta visionando proprio in quel momento.

Rispetto ai tag NFC non è richiesta alcuna interazione alla persona che si avvicina all’oggetto; basta possedere uno smartphone (iPhone, ma anche dispositivi Android) con un’applicazione installata. Non solo: con iOS8 e le ultime versioni di Android il device rileva la presenza del beacon e suggerisce all’utente di scaricare l’applicazione dedicata.

E così, quando entrerete in un supermercato, la vostra applicazione potrebbe ricordarvi che a casa vi manca il caffè che si trova proprio a pochi metri da voi, o vi potrebbe indicare che, date le vostre ultime spese in determinati settori merceologici, su questi acquisti otterrete uno sconto del 10%.

Ma non è finita: mai come oggi la parola d’ordine è misurare.
Gli analytics sono uno degli strumenti più importanti del web, perché ci permettono di misurare il comportamento degli utenti: quante volte entrano nel sito, da dove arrivano, quanto tempo spendono nella consultazione di una pagina e quali contenuti effettivamente guardano. Riportare questo nel mondo reale è oggi possibile proprio con i beacon: per importanti clienti leader nel retail e nella grande distribuzione stiamo sviluppando dei sistemi di raccolta e clustering di dati relativi ai  movimenti degli utenti. Proprio come sta accadendo al Muse grazie a EXplora MUseum, dove misuriamo i tracciati degli utenti all’interno degli spazi commerciali, quanti ingressi e uscite compiono in determinate fasce orarie, quanto tempo si soffermano in determinate aree e le zone di maggior afflusso.

Tutto avviene in modo aggregato, nel rispetto della privacy. La profilazione ottenuta dall’applicazione ci permette inoltre di clusterizzare i dati per capire effettivamente quali tipologie di utenti compiono determinate azioni.

Altre applicazioni, in via sperimentale, riguardano il wearable: stiamo testando il settore dell’antiinfortunistica per poter dotare i caschi e le scarpe degli operai che accedono a una zona a rischio del cantiere senza indossare l’attrezzatura.

Insomma, ne vedrete delle belle; se però volete toccare con mano da subito questa tecnologia, andate al Museo delle Scienze di Trento e noleggiate EXplora Muse: sarà una visita indimenticabile!

19 settembre 2014

G2Commerce, la soluzione in outsourcing per vendere online

G2Commerce Srl è l'e-shop provider di GRAFFITI interamente dedicato allo sviluppo, alla gestione e alla promozione di progetti di vendita online.

Il settore dell’e-commerce non conosce crisi: per quest’anno è prevista una crescita del 20%, che consentirà di raggiungere a livello mondiale la strabiliante cifra di 1.500 miliardi di dollari. L’Italia, dal canto suo, non se la cava per niente male: il 2014 si concluderà facendo registrare un +18%, per un fatturato complessivo di 12 miliardi di euro. Proporre i propri prodotti su Internet rappresenta per qualunque azienda un'opportunità di business importante; a patto che l'acquisto sia facile, veloce e sicuro.

Per offrire a sempre più imprese la possibilità di portare la propria offerta sul web, GRAFFITI ha creato G2Commerce, la piattaforma che consente di gestire in outsourcing le vendite online. Il progetto è il frutto della collaborazione con e-webagency.

Dalla creazione del sito al customer care, dagli aspetti logistici a quelli amministrativi: con G2Commerce è possibile gestire in maniera semplice e intuitiva sia il catalogo che il database, ottimizzando il flusso dei prodotti.

G2Commerce offre la propria assistenza anche nel pianificare e gestire le più avanzate strategie di web marketing: e-mail, Google Shopping, Google Adword Search, Google Adwords Display, ottimizzazione SEO, Affiliation Marketing.

Ciascuna azienda potrà naturalmente scegliere se affidarsi al nostro pacchetto completo oppure optare per le singole soluzioni.

Fra i progetti che abbiamo già sviluppato basandoci sulla piattaforma G2Commerce, segnaliamo Ufficio.com, portale dedicato interamente alle forniture per ufficio, leFollieShop.com, punto di riferimento online per l’acquisto di calzature di lusso, e ExpoRivaSchuh.com, il sito dove acquistrare prodotti e capi d’abbigliamento di altissima qualità.

Scopri di più su g2commerce.it.

25 maggio 2014

Tra il dire e il fare c’è DI MEZZO…

Aiutare le associazioni a fare rete: la Cassa Rurale di Mezzolombardo e San Michele all’Adige risponde alle esigenze del territorio proponendo, col supporto di GRAFFITI, un percorso formativo di social collaboration dedicato ai giovani.

Un gruppo di ragazzi fra i 18 e i 35 anni, residenti nei comuni di Mezzolombardo, San Michele all’Adige, Faedo e Spormaggiore, ha la possibilità di lavorare al fianco di esperti del settore, per studiare nuove modalità di condivisione e per elaborare un progetto di comunicazione rivolto alla comunità. Fra gli obbiettivi, l’individuazione di forme originali di cooperazione fra le associazioni del territorio e la creazione di una piattaforma per promuovere le iniziative locali.

Due i formatori: Lorenzo Carpanè, professore di Linguistica e scrittura efficace presso l’università di Verona, autore de La magia della scrittura, e Paolo Carmassi, fondatore di Palestra della scrittura.

Il team GRAFFITI ha supportato la Cassa Rurale nelle fasi di naming e promozione del percorso formativo, disegnando il logo, predisponendo il materiale cartaceo e attivando la pagina Facebook dedicata: l’immagine coordinata ha la vivacità e i colori di un’esplosione creativa, disegnata dall'illustratore Jacopo Rosati; il titolo “Idee di Mezzo” richiama da una parte le “terre di mezzo” della letteratura, dall'altra l’ambito territoriale.

Il nostro Community Manager ha inoltre partecipato all’iniziativa come docente, per illustrare le opportunità offerte dalla comunicazione digitale.

23 maggio 2014

Brasile 2014: anche GRAFFITI nella squadra delle aziende partite per il Sudamerica

Destinazione Brasile. GRAFFITI ha partecipato alla missione che Provincia di Trento, Trentino Sviluppo, Trentino Export e Habitech hanno organizzato con l’obbiettivo di promuovere le aziende trentine in un mercato dinamico come quello sudamericano.

La missione ha visto la presenza di alcune società attive nei settori della green tech, dell'ICT e della meccanica. Due le città raggiunte: San Paolo, capoluogo finanziario e industriale a livello continentale; Florianopolis, capitale dello stato di Santa Catarina e sede di una numerosa comunità di origine trentina.

Nel corso del viaggio le aziende hanno potuto beneficiare di un programma personalizzato di incontri business to business, organizzato dalla Camera di commercio italiana in Brasile e da Trentino Sviluppo.

GRAFFITI ha avuto l’opportunità di proporre a selezionati partner brasiliani le proprie soluzioni nell'ambito del turismo. Molto interesse ha suscitato InfoTourist, la App per tablet e smartphone che permette agli hotel di fornire ai propri ospiti servizi innovativi. Sono risultati particolarmente proficui i colloqui con i gruppi Meliã Hotels & Resorts e Golden Tulip, importanti realtà attive a livello internazionale nel settore alberghiero.

6 marzo 2014

Web, TV, App: il (video) gioco si fa serio

Debutta la nostra multi-piattaforma tematica dedicata al gaming. E lo fa in grande stile, catapultando GRAFFITI nel mondo dei publisher. Di cosa si tratta? Di un nuovissimo sito web, del programma TV dedicato e della relativa applicazione Mobile.

Con la messa online di Videogiochi.com, GRAFFITI diventa ufficialmente editore: la piattaforma è basata sulla sinergia tra Web, TV, Social e Mobile, in modo che i contenuti possano essere fruiti contemporaneamente su diversi mezzi, a seconda delle esigenze dell’utente in quel momento. L’obiettivo, infatti, è portare l’informazione videoludica verso un target allargato: non solo hardcore gamer, ma anche casual gamer e pubblico femminile.
Il progetto nasce dalla nostra collaborazione con la casa di produzione Visionfilm e col giornalista Roberto Buffa, che con la sua redazione cura tutti i contenuti originali da veicolare attraverso i differenti canali.

Sul portale Videogiochi.com, gli appassionati di gaming trovano le anteprime più attese, le recensioni della redazione e un forum, oltre a interviste esclusive e hands on.

Il sito ospita anche le puntate della trasmissione Game Time, disponibili subito dopo la messa in onda in tv. Il programma televisivo, ideato e condotto dallo stesso Roberto Buffa, è il primo show in Italia dedicato interamente al mondo dei videogame: divertimento, qualità dei contenuti e taglio giornalistico sono gli ingredienti del programma, in onda sulla piattaforma SKY, che dal 2010 a oggi ha superato ormai 100.000 fan su Facebook.

Infine, l’applicazione Mobile dedicata è disponibile per iOS Apple e dispositivi Android.

6 febbraio 2014

Tra sogno e quotidiano: dietro le quinte del calendario Cassa Rurale Alto Garda

Il territorio come parte integrante nella vita di ognuno di noi: è questo il tema del Calendario 2014 che GRAFFITI ha ideato per la Cassa Rurale Alto Garda. Per realizzarlo ci siamo avvalsi dello sguardo poetico dell’illustratore Riccardo Guasco: il risultato sono dodici disegni in cui i luoghi appaiono vivi tanto quanto le persone raffigurate, che sembrano fondersi col paesaggio.

La Cassa Rurale Alto Garda ha accolto subito con entusiasmo la nostra idea di rappresentare le zone dell’Alto Garda attraverso la tecnica pittorica di Riccardo Guasco: sebbene non avesse mai realizzato un calendario, e nonostante i paesaggi non facessero parte del repertorio, visionando il portfolio avevamo intuito che il suo stile era perfetto per il progetto.

Piccolo particolare: Riccardo vive a Pavia, e si è trovato a raffigurare luoghi dove non era mai stato! È iniziato così un lavoro di squadra che tra e-mail e telefonate è durato più di tre mesi: il team creativo di GRAFFITI ha raccolto tutti gli spunti – geografici, ma non solo – che potessero essergli utili per conoscere dettagli e peculiarità di ognuna delle dodici location.
In questo docu-film Riccardo ricorda così quest’esperienza:

«In progetti di questo tipo è fondamentale l’empatia che si instaura tra agenzia e illustratore. Nel caso di GRAFFITI, il rapporto umano è stato da subito eccezionale».


Le illustrazioni hanno una componente molto manuale: sono realizzate in digitale, ma partono sempre da un bozzetto a matita. Proprio questo approccio umano ha permesso di cogliere l’essenza di ogni location, e di raccontare un paesaggio che è più uno spazio dei sentimenti che non un luogo reale.

Tanto impegno è stato ben ripagato, a giudicare dalla risposta del pubblico e dal successo registrato sui social. Inoltre, il calendario è già stato recensito da alcuni dei portali di settore più importanti a livello internazionale, come Behance e Inspirefirst.

Questa è solo la prima di tante collaborazione che GRAFFITI intende avviare con Riccardo. Nel frattempo, urge visita in Trentino:

«Non sono mai stato in questi luoghi. Ma dopo aver disegnato dodici illustrazioni dedicate all’Alto Garda, devo dire che mi è venuta una gran curiosità di visitare la zona di persona. Penso che prima o poi organizzerò un fine settimana sul lago».

A proposito di curiosità, abbiamo chiesto a Riccardo di togliercene una, inevitabile: qual è stato il suo mese preferito. Per conoscere la risposta basta arrivare in fondo al video.

13 gennaio 2014

Expo Riva Hotel 2014: ogni albergatore può attivare GRATIS la App del proprio Hotel

Anche quest’anno, GRAFFITI sarà tra i protagonisti dell’Expo Riva Hotel. Per gli albergatori sarà un’occasione imperdibile: potranno scaricare GRATIS la nuova App InfoTourist completamente personalizzabile per il loro Hotel.

Expo Riva Hotel è una delle rassegne espositive più importanti nel settore del turismo. Qui le indicazioni per raggiungere la fiera.
Se volete vedere il nostro nuovissimo stand, e scoprire come scaricare GRATIS la App InfoTourist, ci trovate al PADIGLIONE/HALL B2 – Stand D05 (al piano dell’ingresso, subito sulla destra).